Durante questi mesi abbiamo spesso rivolto la nostra attenzione verso le novità previste nel piano strategico dell’Autorità di regolazione per energia, reti ed ambiente ma senza spiegare mai fino in fondo cos’è l’ARERA e perché ha cambiato la gestione rifiuti.

Partiamo dal principio: cos’è l’ARERA? È un’autorità indipendente nata per favorire lo sviluppo concorrenziali nei mercati dell’energia elettrica, gas naturale, e dell’acqua potabile. Scopriamo insieme qual è il suo compito e cosa cambierà nei prossimi anni.

ARERA: un po’ di storia

L’autorità è nata nel 1995 come naturale conseguenza delle liberalizzazioni decise dalla UE che tra il 1996 ed il 1998 ha lavorato per sostituire i monopoli statali ancora presenti in diversi stati europei.

Una volta avviato il processo di liberalizzazione è stato necessario introdurre uno strumento di controllo per verificarne il corretto funzionamento assumere il ruolo di soggetto regolatore dei mercati liberalizzati.

L’ARERA (ex AEEGSI) infatti svolge esattamente questo lavoro di garanzia per la promozione, concorrenza ed efficienza dei servizi di pubblica utilità assicurandosi che siano fruibili dall’intera popolazione e che le tariffe applicate si basino su sistemi di trasparenza a tutto vantaggio del consumatore.

La novità di quest’anno riguarda l’introduzione della parola “ambiente” all’interno della nuova nomenclatura e la conseguente emanazione di delibere costituite ad hocper regolamentare il settore.

Cos’è il quadro strategico ARERA?

Come accennato in precedenza l’autorità di regolazione si è preoccupata di volgere la sua attenzione ai principali operatori di settore: gestori ambientali, proprietari di impianti e comuni.

Questi soggetti devono applicare tutte le nuove norme previste dal quadro strategico di ARERA nell’arco del periodo 2019/2023.

L’aggiornamento obbligatorio (le sanzioni previste in caso di mancato adeguamento sono salatissime) si preannuncia molto impegnativo e richiede la massima attenzione da parte di tutti gli addetti ai lavori.

I sistemi gestionali, a questo punto, assumono la funzione di ago della bilancia, un buon software(adeguato tempestivamente alla normativa e con un ottimo reparto di consulenti alle spalle) fa la differenza tra il successo e le sanzioni.

Gli adeguamenti ARERA dal 2019 al 2023

Cerchiamo di comprendere insieme i diversi aggiornamenti temporalia cui sono chiamate le imprese operatrici nel settore della gestione rifiuti.

Entro la fine del 2019sarà necessario comunicare tutti i dati di contabilità analitica relativi ai costi della gestione rifiuti suddivisi per singole aree di appartenenza.

Ed ecco materializzarsi il primo problema: la gestione di informazioni estremamente precise per singola utenza! Come adeguarsi? La soluzione sembra scontata ma purtroppo non lo è.

L’unico modo per adeguarsi alla prima richiesta di ARERA è dotarsi di uno strumento software per la gestione rifiuti in grado di elaborare qualsiasi informazione, in tempo reale, e conservarla nel suo archivio per tutto il tempo necessario.

Per il biennio 2020/2021è prevista un’analisi dei costi della gestione rifiuti finalizzata alla regolarizzazione delle linee guida che dovranno seguire gli operatori.

A questo punto il problema è la trasparenza delle informazioni (la tutela degli utenti è fondamentale) e può essere risolto solo in un modo: garantendo lato utente l’accesso semplice e veloce ad ogni tipo di dato e permettendo ai gestori di  utilizzare gli stessi dati in modo snello ed automatizzato.

Entro il 2023 sarà necessario elaborare una nuova gestione ambientale più performante, integrata ed in grado di offrire un eccellente servizio al cittadino alzando l’asticella della qualità per le imprese del settore.

Come puoi ottenere questo risultato? Attraverso una riorganizzazione degli aspetti aziendali ed operativi.

Non è facile adeguarsi ma se sei un operatore del settore gestione rifiuti e vuoi offrire un servizio d’eccellenza non devi fare altro che richiedere una nostra consulenza ERP.

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